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Amazon, no grazie!

Amazon, no grazie. Dopo aver utilizzato Amazon per alcuni anni ed effettuato molte vendite sulla piattaforma, a chi mi chiedesse un consiglio per vendere su Amazon risponderei di lasciare stare.

Abbiamo riscontrato diverse problematiche soprattutto per quanto riguarda il modo di presentare i prodotti. Su Amazon è centrale la scheda prodotto. Come funziona? Un utente vuole mettere in vendita un articolo che non è presente sul catalogo di Amazon e crea la scheda prodotto, quando un altro venditore vorrà vendere lo stesso prodotto troverà la scheda già compilata.

Si potrebbe pensare che questa è una semplificazione per i successivi venditori. Nella realtà capita molto spesso che le informazioni caricate dal primo venditore non siano corrette, che le foto non siano coerenti o quantomeno che le informazioni siano sommarie e non complete. Segnalare ad Amazon queste incongruenze si è dimostrato assolutamente inutile.

Amazon sfrutta il lavoro dei venditori terzi

Sembra che Amazon si aspetti che i successivi venditori inseriscano comunque informazioni che in una prima fase non verranno visualizzate ma che a lungo andare le possa considerare utili e che quindi la scheda prodotto ad un certo punto venga aggiornata. Nella nostra esperienza però non abbiamo visto grandi cambiamenti.
Consideriamo anche che per il primo venditore c’è la beffa di spendere tempo per fare belle foto, compilare correttamente i vari campi e scrivere le descrizioni e poi trovarsi con successivi venditori che aprono semplicemente l’offerta sfruttando il lavoro del primo venditore. Sarebbe opportuno che le schede prodotto fossero create direttamente dai produttori ma molto spesso questi si tengono ben lontani da questo impegno oneroso

Quando le informazioni sono errate ciò può causare problemi nelle vendite, con clienti che vogliono rendere il prodotto e aprono controversie perché non vi è corrispondenza tra quanto offerto e quanto effettivamente ricevuto. Inoltre è capitato che schede prodotto ben costruite fossero stravolte nel contenuto da Amazon stessa ad esempio per prodotti da lei acquistati e rivenduti.

Il secondo motivo per cui direi di tenersi alla larga da Amazon è che Amazon sfrutta le informazioni dei venditori in primo luogo per profilare i clienti. Inoltre, se Amazon ritiene che il prodotto sia interessante contatta direttamente i produttori, offre una collaborazione diretta chiedendo il miglior prezzo e mettendo fuori mercato tutti quei venditori che possono aver creato le schede prodotto e che lo stesso prodotto hanno aiutato a posizionarsi in modo migliore con le recensioni e i feedback ricevuti.

Amazon condivide con il venditore soltanto le informazioni strettamente necessarie per la spedizione per cui non viene fornita la mail dell’acquirente e lo stesso rimane patrimonio di Amazon. Di grazia viene comunicato il numero di telefono per cui rimane la possibilità di fare sms marketing. Inoltre Amazon monitora attentamente le comunicazioni con i clienti al fine di evitare la conclusione di compravendite al di fuori della piattaforma. Questo è sicuramente legittimo ma a volte comunicare con il cliente è praticamente impossibile.

Vendere su Amazon costa

Un altro motivo da tenere in considerazione è il fatto che Amazon si tiene il 15% di commissione sulla maggioranza dei prodotti. In verità vi sono anche commissioni minori su determinate categorie di articoli. Dovremmo considerare che potremmo utilizzare quel 15% per offrire prezzi migliori sul nostro sito e investire in AdWords o Google Shopping.

Da ultimo, le regole di Amazon sono molto rigide e mantenere una performance di alto livello è difficile. La possibilità di trovarsi con l’account chiuso o sospeso non è remota magari dopo aver caricato migliaia di articoli. Confrontarsi con l’assistenza e difficile. A volte sembra che manchi un’assistenza. E la sensazione, da venditore, è che Amazon abbia abbia un occhio più favorevole nei confronti degli acquirenti piuttosto che dei venditori.
Sono ben noti alcuni abusi commessi dagli acquirenti che comprano articoli e poi ne chiedono il reso. Usano motivazioni non corrette per ottenere il reso gratuito dichiarando gli oggetti non conformi o danneggiati per ottenere un indebito vantaggio. Quando viene aperta una controversia A-Z meglio mettersi il cuore in pace ed accettare di perdere soldi e magari anche l’articolo spedito.

Conclusione

Tutto ciò premesso Amazon rimane comunque un’opportunità di mercato e non sarebbe corretto escludere tout court di vendere su questa piattaforma.

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